Il parere dell'esperto

05/10/2011

Ma quale crisi!!!

In un periodo buio per le borse mondiali come quello che stiamo attraversando, con un evidentissima instabilità politica che non si preoccupa di studiare strategie riparatorie ed il sempre più maturante spettro di un default nazionale sulla soglia, il mattone sembra l’unico solido investimento che possa consentire un traghettamento in acque sicure, un salvadanaio per le future generazioni che non perda il valore anche se fuori imperversa la tempesta.
La stabilità dei prezzi di compravendita degli immobili registrata nell’ultimo periodo in Italia, dato rilevato dall’Agenzia del Territorio per il I° trimestre del 2011, manifesta come una sorta di disinteresse a vendere “ad ogni costo” da parte dei proprietari.

Contrariamente, a nostro parere, si tocca sovente una depressione delle compravendite, e si constata come soprattutto nei maggiori portali immobiliari si tenda a “svendere” il proprio immobile per motivi o di trasferimento o per vera necessità.
Spesso, infatti, per i nuovi disoccupati, cassa integrati, piccoli imprenditori falliti l’immobile risulta essere l’unica risorsa a cui attingere per soddisfare i primitivi bisogni.
Conferma di questa nostra semplici analisi è dettata da un continuo confronto con la realtà locale verificata sulla strada che riguarda venditori che “devono” vendere ed acquirenti che “non possono” acquistare casa!
La crisi dunque c’è, e soprattutto perché gli acquirenti restano immobili, acquistano poco e formulano una domanda che non incontra l’interesse dell’offerta. Principale causa di siffatto forzato staticismo è certamente la difficoltà di accesso al credito bancario. Nell’ultima decade la corsa impazzata al mutuo ha contagiato tutti, persino chi non avrebbe mai potuto acquistare un immobile.
Se si considera poi, che durante la medesima decade (anche per l’avvento dell’Euro) i prezzi sono cresciuti mediamente del 150%, la frittata è fatta!
Probabilmente un mercato immobiliare per anni basato su fidi potenzialmente non solvibili e da un profitto dei grandi proprietari ha fatto comodo. Certo è che, per evitare il presente ed inevitabile epilogo, nessun argine da parte della politica governativa in primis si è voluto porre in tempo!
Ci chiediamo, quindi, come mai esperti analisti di mercato o grandi “teste” della nostra casta (imprenditori, dirigenti, politici) non abbiano saputo prevedere l’attuale crisi che “tocca” sulla pelle e sulle ossa tutti quegli onesti cittadini che quotidianamente onorano la propria vita lavorando!



 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 

 

 

 

 
 
 
 
 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

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